Con i piedi nel fango… Quindi vado avanti!

La Mia Finestra Sul Mondo nella fanghiglia della Foresta della Valle Benedetta, Livorno, 01-11-2023 (Ognissanti)

Ta-dan!!! Sono tornata, vi sono mancata? Vi chiederete dove sono stata…
In realtà non c’è un’unica risposta a questa domanda perchè è stato un periodo alquanto movimentato: nel giro di qualche mese mi sono trovata a Malta, Alessandria D’Egitto, Cagliari, Catania, Pantelleria, Lampedusa, poi di nuovo Alessandria, Padova, Le Cinque Terre in Liguria, Puglia, Pordenone, Toscana, Pordenone, Pordenone, Pordenone e…. vabbè avete capito!

Scusate l’ho detto Pordenone???

Non sono lì con voi che mi leggete ma è come se lo fossi, dunque i miei amici Leccesi diranno: “ce ste passi?” (1).
Ebbene la risposta a questa domanda invece c’è ma devo raccontarvi prima qualcosina, dal momento che vi ho ghostato per un po’!

E’ all’incirca Luglio di quest’anno (o giù di lì) ed ho la fortissima percezione che ogni cosa della mia vita sta prendendo l’incastro giusto: mi sento inaspettatamente e inspiegabilmente felice. In realtà la spiegazione c’è e riguarda proprio il fatto che tutto sta andando per il meglio: il lavoro, la famiglia, il lavoro, l’amicizia, il lavoro, il lavoro, l’amore – sì ho detto amore e allora?!? – e il lavoro!
La cosa però che mi sembra alquanto strana è che questa sensazione perdurava già da diverso tempo. Ordunque il dubbio che l’inc… ehm… la sfiga fosse dietro l’angolo, sorge spontaneo! Diciamo che non ci ho voluto pensare troppo dunque mi sono soffermata su questa sensazione di felicità e spensieratezza ed è stato bellissimo riflettere su un aspetto: ogni volta quando affrontiamo un certo periodo della nostra vita ricordiamo un momento nel passato e affermiamo: “Eeeeeh! In quel periodo sì che ero felice!”
Ma andandoci a trasportare in quel determinato momento quante volte avevamo la piena consapevolezza che quello fosse un momento felice?
Sfido io a trovarlo, sono sicura che la risposta per il novantanove virgola nove per cento periodico di voi dirà: Mai!
Ebbene in quel momento io me la sentivo tutta quella felicità. Era talmente forte che appena è subentrato l’elemento di disturbo, quello che ha cambiato totalmente quella percezione, l’ho beccato!

Oggi ho riprovato una sensazione che non mi capitava da anni: non volevo stare sola!
O meglio, avrei voluto passare questa giornata con le persone che amo ma purtroppo non mi è stata data questa possibilità.
Non ho avuto altra scelta allora ed ho fatto quello che tanti anni fa mi ha aiutato a reagire alla tristezza della solitudine quando non avevo altra scelta se non quella di stare sola: sono andata nel bosco a camminare!
Chi mi legge da un po’ sa bene quanto è benefico per me stare in mezzo alla natura. E’ proprio grazie a questo che è nato questo blog, in fondo!
Camminare per me ha trasformato la solitudine in libertà! (2)

Il posto che ho scelto per il mio momento introspettivo è stata la Foresta Della Valle Benedetta, nei pressi di Livorno. Ho lasciato l’auto in un’area attrezzata e sono partita per la tangente al ritmo delle mie gambe! Da lì erano diversi i percorsi che avrei potuto intraprendere ed ho scelto il numero 100 del CAI. Percorso, devo dire, ben segnato e non era nemmeno semplicissimo: un misto di roccia, terra e…. fango, visto che nei giorni scorsi ha buttato giù il diluvio tanto da allertare la protezione civile!
C’era talmente fango che non ho fatto altro che prendere degli scivoloni incredibili per quasi tutto il giro. Non vi faccio immaginare quanti ne ho tirati visto che oggi è anche la ricorrenza degli Ognissanti!

Ho pensato che in quel periodo lì, quello sopracitato, se mi fossi catapultata giù da un dirupo e mi fossi risollevata con un braccio al posto di una gamba, il ginocchio in un occhio e le zizze retrocesse mi sarei fatta solo una grassa risata (con la quale mi sarei accorta pure di essere rimasta senza denti!). Invece oggi no! Perchè?
Perchè per quanto vorrei che le cose andassero come voglio io, ci sto pensando talmente tanto che tutto sta per diventare un’ossessione!

E questo è un disastro che non deve capitare!

In questo periodo il mio stato d’animo perenne è proprio l’ira e trovo veramente poco spazio per la serenità ed il sorriso.
Questo è vero soprattutto perchè nel mio poco tempo libero facendo le cose che amo fare, queste non stanno riuscendo ad alleviare l’infiammo che viene provocato in tutto il resto della giornata. Ho ripreso a pensare quanto fosse bello quando facevo tutto da sola. Allora sì che andava tutto come prevedevo io.

A volte alcune situazioni, forse, non dipendono da noi!

Questa è una tipica frase di un comune essere umano. Per noi buddisti invece ogni cosa dipende da noi, persino il tempo atmosferico!
Ecco appunto parliamo di tempo: mentre percorrevo la fanghiglia ha iniziato a buttare giù qualche gocciolina d’acqua.
Camminando ho pensato che se la pioggia fosse aumentata come nei giorni precedenti, il percorso che ho lasciato alle spalle sarebbe stato impossibile da percorrere.
Chi mi legge da un po’ o chi mi conosce, sa bene quanto io ami la pioggia (in realtà la odiavo in quanto meteoropatica ma poi ho capito come trasformare questa situazione).
Eppure ho accusato un attimo di panico in visione del fatto che non avrei potuto risalire la vallata.

Ho provato quel sottile strato di paura che tiene in bilico tra tornare indietro ed avanzare!

Mi sono fermata un attimo – torno indietro o vado avanti? – ho pensato.
Torno indietro. E inizio ad incamminarmi verso il ritorno, finché mi blocco e penso che non proseguendo mi sarei persa tanti bei aspetti del bosco avendone il rimorso.
Ho realizzato dunque che più di tutto ciò che non voglio è avere il rimorso di qualcosa.
Faccio dietrofront e proseguo lungo il percorso, in fondo un modo per ritornare, come tutte le altre volte in cui mi sono trovata in difficoltà, lo trovo!

Sì! – ho pensato – questa sono io! Dove diavolo mi ero nascosta?
Mi sono sentita ritornare per un attimo in me stessa!
Mi sono chiesta anche come sia possibile che da bambini non pensiamo così assiduamente alle conseguenze, invece crescendo tiriamo fuori il nostro bagaglio di esperienze per creare supposizioni disastrose che potrebbero anche non avvenire mai!

Maledetta prevenzione, a volte è così deleteria!
Rischiare è la via giusta! Osare!

Forse il disagio maggiore dipendeva dal fatto che in quel bosco non esisteva la componente umana. Ho sentito per un attimo la mancanza delle persone intorno.
Mai successo!
Sono proprio in crisi – ho pensato – talmente tanto da provare addirittura paura della futile pioggia.

Mentre avanzavo intravedo in lontananza dei cani da caccia e poco dopo un uomo con il suo bel fucile. Nonostante la presenza dell’arma da fuoco (che non mi ha minimamente impressionata), mi sono sentita leggermente sollevata, non ho ben capito se per la presenza umana o per quella canina. E’ ritornata alla mente una frase che ripetevo spesso qualche anno fa o comunque ogni qual volta qualcuno mi delude: “gli animali, meglio delle persone!”

E’ indubbio: il sollievo dipendeva dai cani!

Quanto è vero? Io mi sto proprio trovando in questa situazione perchè mi trovo catapultata in una realtà sociale in cui, a parte qualche eccezione che si conta sulle dita di una mano, la mia idea di branco non rispetta a pieno quella che sto vivendo.
Questo è un gran peccato perchè un branco unito ha delle potenzialità che il singolo individuo non potrà mai raggiungere in autonomia.
Ho pensato di non essere veramente nel posto giusto.
Di questo mi dispiace molto perchè ho canalizzato ogni filamento di energia perchè le cose andassero in questo modo.

Poi ho realizzato: è vero che il processo entropico che si è generato dalle mie scelte è irreversibile ma lo sarebbe ancor più se mollassi adesso.

Forse prima o poi lo varcherò quel cancello, ma non è questo il momento: devo prima arrivare al centro, poi da lì ho 359+1 “infinite” direzioni che potrò intraprendere per essere di nuovo immensamente felice.

Comunque ho deciso che ho quasi smesso di tediarvi con le mie paturnie mentali e vorrei condividere con voi alcune cose che ho imparato:
– Per le camminate nella natura dopo una giornata di pioggia, usare scarpe antiscivolo ma comunque munirsi di calendario (i buoni intenditori capiranno);
– Sarebbe meglio evitare di camminare nelle zone di caccia che la carne umana non è poi così saporita (3);
– Il percorso 100 del CAI non porta da nessuna parte, serve solo a provocare pippe mentali auto motivazionali che permettono di dire a se stessi: dai caspio! Fanciullo tutto e alla via così! (4)

Beh dai! Mica male!

E voi, le avete le scarpe adatte per percorrere la vostra vita?

Buon salve a tutti!
Tranne al cacciatore, lui le salve le ha già! (5)

(1) In leccese “ce ste passi” significa letteralmente “che stai passando?” ovvero “che sta succedendo nella tua vita?” o ancora “qual è il tuo turbamento?”. Insomma è un modo simpatico per dire che sei fuori di melone.
(2) In ricordo di un verso degli Articolo 31 “confondendo solitudine con libertà!”
(3) La mia solo SAPO, perchè RITA lo sono già (ok, potete non seguirmi più!)
(4) Scusate il francesismo
(5) E’ il momento di bannarmi!

Per tutte le foto della via fanghigliena visitare il mio Instagram:
https://www.instagram.com/p/CzHDzxlt3UX/?igshid=MTc4MmM1YmI2Ng==

Pubblicato da girovagaerrante

Pugliese purosangue. Zingara di indole. Ingegnere di professione. Poi sono anche simpatica. E modesta. Sono sinceramente molto modesta :-D Sono felice, dinamica, ironica. Ah! Ho anche dei difetti: non ho difetti! Sto scherzando, il mio difetto è che dico le bugie. Bugia!!! Ok, la smetto.

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