Come quando, sotto la pioggia, prendi la direzione del bel tempo

La Mia Finestra Sul Mondo a El Cohiba 59, Marina di Lizzano, Puglia 23-08-2022

Prima pioggia dell’estate!

Ammetto che questo “maltempo”, per alcuni versi tanto atteso visto l’aumentare del faugno (1), ha fatto un po’ “Al lupo! Al lupo!” (2).
Invece, puntuale come un treno in Giappone, è arrivato a segnalare la quasi fine dell’estate.
Ogni estate infatti, arriva il momento in cui il primo temporale di Agosto dà il via a una cascata d’acqua che si ripete almeno una volta al giorno.
La gente si ritira nei paesi, torna al nord e si deprime per la fine prematura dell’estate ma in realtà non sa che a Settembre il mare pugliese regala una quiete e dei colori talmente belli da rimanere esterrefatti.

Così io, in una veduta più microscopica, ho deciso proprio oggi di fare il primo giro in moto dell’estate.
E come ogni giro in moto che si rispetti non poteva mancare l’inconveniente: la pioggia.

Di quanto io ami la pioggia, vi rimando alla lettura di altri articoli, dunque non starò qui a lodarla e adularla.
Ma oggi no, oggi ho deciso che il mio panorama sarebbe dovuto essere il bel tempo.
Così, durante il tragitto, ai primi goccioloni ho fatto inversione, dirigendomi dalla parte opposta.

Inutile dirvi che ho trovato il senso della vita anche in questo episodio.

Che cos’è la pioggia se non quel magnifico intoppo che ti fa scegliere di cambiare direzione?
E se poi quella direzione offre buon cibo e buona compagnia, risate ed allegria allora ben venga quell’intoppo!
Il tutto a dimostrazione del fatto che “la vita è ciò che ti capita quando sei tutto impegnato a programmare altro”.

Ma che succede se capita qualcosa mentre si è concentrati a fare festa?

Il delirio!

Può essere che tu non ti accorga; in quel caso non sei veramente concentrato su te stesso.
Oppure può essere che te ne rendi conto ma ti spaventi a tal punto da pensare di non essere pronto ad affrontare proprio quella situazione là…

…in questo momento storico della tua vita!

E invece occorrerebbe percepire ciò che l’universo ti sta dando e approfittare della gentile concessione di averti imboccato proprio come ai bambini con la storia del cucchiaio che diventa un aeroplano.
Che poi io da piccola non ho mai avuto problemi a terminare il piatto del cibo prima che il cucchiaio diventasse un aeroplano con la forma del cucchiaio!
In realtà non ho mai capito il senso di questa cosa. Forse perchè effettivamente il senso non ce l’ha! O perchè a volte non è necessario effettivamente capire il senso delle cose!

Comunque, tornando a noi, oggi proviamo a trovare il senso del destino!

Di che? 
Di destino!
Sì ho capito ma che è?
Niente, per l’appunto, ma parliamone!
Ma perché dobbiamo parlarne se non è niente?
Proprio per dimostrare che non lo è!

Ok, la smetto di parlare da sola ed arrivo al dunque!

Ti hanno fatto credere che “ciò che è destinato a te troverà sempre il modo di raggiungerti”.

Non esiste una frase più falsa di questa.

In primo luogo perché vivere la vita in maniera passiva, aspettando che qualcosa arrivi, non fa altro che annullare ogni forma di impegno personale a migliorare se stesso nonché porta a dare importanza zero al senso della vita.

In secondo luogo perché, leggete leggete (4)…

…il destino non esiste!

A questa affermazione, molto pesante e con pareri discordanti, c’è un “ma” ed invito a leggere il mio ragionamento per arrivare ad una conclusione sensata e logica molto più di quella di affermare che esista o meno qualcosa di segnato per ognuno di noi.

Vi riporto per intero un passo che ho scritto su Poffarbacco con vista mare, una sera di temporali e che poi non ho più pubblicato perchè ero presa a fare altro, ovvero capire perchè è successo qualcosa mentre ero intenta a progettare altro! Ma questa è un’altra storia, giuro che poi ve la racconto!

Oggi parliamo di destino.
Oppure vogliamo usare parole d’altri tempi molto più romantiche e mistiche, visto che sono una tipa da lettere? 
Allora chiamiamolo fato.

Che poi essere una tipa da lettere è veramente una schifezza, cari miei lettori.
Sì perchè tu aspetti per tutta una vita “quella” persona che sia a sua volta tipo da lettere, che te la spedisca quando meno te lo aspetti e tu la veda arrivare sorprendendoti che sia successo davvero.

Forse più che tipa da lettere sono una tipa da sorprese.
Ma io voglio pensare, tutto sommato, di essere una persona di altri tempi.
Non lo so, probabilmente una volta passato l’effetto delle birre lo scoprirò.
Di certo ciò che so è che amo infinitamente la corrispondenza, da cui viene la mia passione per le cartoline. Perciò devo dire grazie a uno dei miei più grandi amici per avermi fatto “conoscere” questo mondo!

Vi racconto in breve la vicenda che mi ha portato a scrivere oggi: dopo anni sono venuta a conoscenza del fatto che una persona per cui avrei dato l’anima, a causa di sorprendenti vicissitudini che ci hanno fatto allontanare, mi ha spedito una lettera mai arrivata a destinazione. 
Forse leggendola oggi non sarei qui da sola a bere birra in un piazzale con vista temporale sul mare.

Cosa ci fosse scritto in questa lettera, ormai, non mi è più dato sapere, visto che il “destino” ha voluto che lui abbia intrapreso altre strade che lo hanno portato infinitamente lontano da me. 

Al che mi sono domandata: era destino?
Ma cos’è il destino? Esiste? 
E chi può dirlo…

Di certo nel mio blog di viaggi introspettivi non potevo non affrontare l’argomento, visto che già in passato mi sono soffermata su tali riflessioni. 
A tal proposito ho provato a fare un ragionamento per assurdo prendendo in considerazioni due variabili fondamentali: il destino ed il libero arbitrio.
Che cos’è il libero arbitrio se non la capacità di scegliere quale strada intraprendere? 

Esattamente il contrario del destino, in fondo.

Poniamo l’ipotesi che esistano entrambi. 
Se esistessero il libero arbitrio ed il destino, inevitabilmente l’esistenza di uno o dell’altro sarebbe confutabile, in quanto se il mio destino è quello di percorrere una discesa e io per libero arbitrio scegliessi la salita, inevitabilmente ho cambiato il mio destino.
Dunque il destino non esisterebbe.

Se invece esistesse solo il libero arbitrio e non il destino, il problema non si porrebbe.

Ma vediamo il worst case: esiste il destino ma non il libero arbitrio, dunque io dovrò percorrere quella strada. 
Punto e basta. 
È così e nessuno può scegliere per me, né tantomeno io. Quindi cosa succede?

Che perde senso il senso della vita. Perdonatemi il gioco di parole.

Sì perchè se effettivamente fosse così che senso avrebbe vivere? Vivremmo per stare in un posto di lavoro già stabilito. Per crearci una famiglia che sarebbe stata quella già nel momento della nostra nascita e la nostra casa sarebbe stata quella fin dal principio così come i nostri amici o il nostro stipendio…

Concedetemi di dire: “che palle!”

Non vale più l’ebbrezza della conoscenza di se stessi. Sarebbe inutile vivere sforzandoci di capire chi siamo veramente. Tanto varrebbe vivere passivamente ogni singolo istante di vita.
Allora se sono destinata ad avere l’addome di acciaio potrei anche non fare gli sforzi che faccio, tanto li avrei comunque.

Invece, cari miei lettori vorrei dirvi che non è così. (*)

Oppure non lo è in parte perchè come si legge da un passo del libro Siddharta riferita ad uno strumento musicale a corde, “se la corda è troppo tesa si romperà, se invece è poco tesa non suonerà”.

E se la verità di ciò fosse nel mezzo?
Se la corda per suonare ha bisogno di una sua tensione prestabilita, anche noi per funzionare correttamente dovremmo adattarci ai nostri presente, passato e futuro. (**)

Io so per certo che l’autore della lettera, a quei tempi, non era pronto per prendere tutto l’uragano che avrei potuto provocare. Semplicemente, non era il suo momento. Ma io non ho aspettato. Anzi ho chiuso ogni porta impedendogli di raggiungermi quando sarebbe stato il suo momento. Dunque lui ha perso (probabilmente) la sua occasione ed io, qualche tempo dopo, la mia.
Di una cosa però sono certa: che ho imparato tanto e non sbaglierò di nuovo ma la prossima volta attenderò!

Io penso che ognuno di noi abbia una vocazione, qualcosa per cui è chiamato a svolgere qualcosa di grande per il mondo.
Ma molte persone la scoprono dopo anni e dopo molto tempo, una volta scoperta sono veramente felici.
Ma chi è che decide chi deve essere più felice di qualcun altro perchè ha trovato la propria vocazione in età più giovane?

Ve lo dico io: noi stessi, le nostre scelte, la nostra attenzione agli eventi!

In fondo, se la legge è uguale per tutti, perchè questa ingiustizia tra pari? Non avrebbe senso, non credete?
Solo noi possiamo decidere cosa far succedere, prendendo le strade che servono e facendo le scelte che riteniamo migliori per la nostra felicità, le quali (ipoteticamente) ci porterebbero verso quell’obiettivo!
Dunque dobbiamo attivare delle situazioni purché, il nostro destino…

…si manifesti!

Concludendo, l’esistenza del destino, a questo punto, è indubbia, ma solo per ciò che concerne…

…il nostro ruolo nel mondo!

(*) Io mi spacco di esercizi di addominali tutto il giorno!

(**) E quindi magari li addominali li ho anche perchè sono una delle poche donne fortunate ad essere predisposta fisicamente ad avere l’addome esposto!

Detto ciò, il “ma” di prima sta a significare che il destino non esiste ma esiste un ipotetico modo perfetto per ognuno di noi per essere felice ed è solo responsabilità del singolo riuscire a manifestarlo, scegliendo la strada che porterebbe a raggiungerlo e non ad allontanarsene, anche se è la più difficile o la più lunga.

Esistono le vocazioni, ovvero ciò che ognuno di noi sa fare meglio di chiunque altro e che determinano che quella persona abbia uno scopo nel mondo, ma se non si coltivano, se non ci si esercita, rimarremmo sempre i tuttofare mediocri che insieme ad altri tuttofare mediocri mandiamo avanti il mondo a stenti e sacrifici, non gioendo della felicità che ci può regalare “fare ciò che amiamo”, per non parlare del fatto che il mondo sia stato mandato avanti da meri tuttofare mediocri!

A volte bisogna prendere la direzione opposta al vento per vedere l’arcobaleno ma occorre avere gli occhi aperti, altrimenti non riuscirai a vederlo.

E dimmi di te, qual è la tua vocazione?

State tutti sempre bene!

Buon salve!

(1) Faùgno: termine dialettale per indicare la faùgna, altro termine dialettale, di tipo femminile, per indicare l’umidità. In teoria faùgno deriverebbe dal Fohn o Favonio, tipo di vento proveniente sa sud in estate caldo e (in teoria) asciutto, ma parliamone!

(2) “Al lupo! Al lupo!” storiella che si racconta ai bambini per farli evitare di aizzare qualcuno con falsi allarmi perchè, se poi quell’allarme si verifica davvero, nessuno gli crede e poi si prende gli schiaffi anche “di sopra!” (3)

(3) Schiaffi “di sopra!” sono le botte date dalle mamme pugliesi soprattutto quando i bambini, giocando si fanno del male. Vengono date dai genitori perlopiù per lo spavento che si prendono loro stessi a vedere i propri figli sbucciarsi le ginocchia oppure spaccarsi il cranio. Ma ricevere delle sberle con la testa tagliata è molto educativo, ve lo assicuro! Comunque dato che ci siamo, vi racconto una freddura:

Un bambino cade.
Si sbuccia il ginocchio…
…e se lo mangia

Ok, la smetto, andiamo avanti con le note!

(4) Sarebbe “udite udite!” ma non ho ancora creato la versione udibile del mio blog! Chiedo venia!

Pubblicato da girovagaerrante

Pugliese purosangue. Zingara di indole. Ingegnere di professione. Poi sono anche simpatica. E modesta. Sono sinceramente molto modesta :-D Sono felice, dinamica, ironica. Ah! Ho anche dei difetti: non ho difetti! Sto scherzando, il mio difetto è che dico le bugie. Bugia!!! Ok, la smetto.

6 pensieri riguardo “Come quando, sotto la pioggia, prendi la direzione del bel tempo

  1. Cara Rita, i tuoi articoli sono tutti belli…e conoscendoti…ovviamente profondi…tutti trasmettono delle emozioni, e per ognuno l’emozione trasmessa è diversa…continua a scrivere e spero presto di leggerne uno nuovo…

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  2. Cara Rita, i tuoi articoli sono tutti molto profondi…ma conoscendoti mi sento di dire che “ovviamente” sono così profondi. Ognuno di essi trasmette un emozione, ed è sempre diversa…volevo leggerli un po’ per volta, ma non ci sono riusciti li ho letti tutti subito..alcuni anche più volte. Spero che al più presto esca un articolo nuovo…

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