
Ci sarebbero molti esempi da poter usare per sostenere quest’argomentazione e spiegarne il motivo cercando di ricavarne l’essenza più intima.
Per quanto mi riguarda utilizzerò le mie conoscenze.
Quella che vedete nell’immagine è la posizione di tripode molto usata nello yoga (1).
La tripode è una posizione propedeutica per imparare la verticale libera.
Essenzialmente aiuta mente e corpo a sentirsi a proprio agio nella posizione di “testa in giù”, sviluppando un nuovo equilibrio e una forte sicurezza in se stessi e delle proprie capacità (2).
Non siamo fatti per stare a testa in giù! Questo è appurato (3).
Nonostante ciò, nel verticalismo è l’essenza basilare della disciplina. Pertanto, per chi si approccia a questo mondo dovrebbe fare pratica con tale esercizio che è sì molto complesso ma di certo più semplice di una verticale libera.
Praticamente si sta su tre appoggi (4), uno è la testa e i due possono essere i palmi delle mani o, in questo caso, i gomiti. Da qui si creano tre livelli di difficoltà crescente, a seconda dell’appoggio di mani (polso neutro e polso esteso) e appunto, dei gomiti.
L’idea è di portare le punte dei piedi, tese, verso il cielo, proprio sopra la testa, cercando di creare una retta che congiunge i punti di spalle, bacino e alluce.
In questa posizione ogni muscolo del proprio corpo è in tensione: spalle, dorso, addome, glutei, quadricipiti e bicipiti femorali, polpacci e arcoplantari (5).
E’ molto importante che tutti questi siano in tensione simultaneamente: basterebbe il cedimento di anche solo uno dei gruppi muscolari sopracitati per…
…cadere!
Di fatti, prima di imparare a stare in verticale è necessario imparare a cadere!
Avete presente quando i bambini compiono i loro primi passi e di punto in bianco, con un morbido tonfo, raggiungono il pavimento?
C’è una frazione di secondo in cui il bambino guarda il genitore (o chi ne fa le veci) per capire se deve ridere o piangere! Il bambino infatti è impossibile che si faccia male: non c’è da allarmarsi, in fondo essendo basso, è poco lontano dal pavimento e la sua accelerazione nella caduta (6) non gli causerebbe alcun problema: il novantanove per cento dei casi cadono seduti o sulle mani!
Un genitore protettivo, erroneamente, farebbe la faccia spaventata o ancora peggio gli correrebbe incontro per prenderlo in braccio e constatare che non si sia fatto del male.
E’ in quel momento che il bambino piange in quanto percepisce la preoccupazione del genitore in qualcosa di orribile!
Il buon genitore invece, che ride e batte le mani come premio perchè “cadere aiuta a imparare a rialzarsi e riprovarci di nuovo”, contribuirà a farlo scoppiare in una divertentissima risata, con conseguente determinazione a rifarlo (7).
Ecco, si parte proprio da lì con la tripode: imparare a cadere!
Difatti esiste un movimento ed uno soltanto che si deve eseguire quando si comprende che ci si è sbilanciati abbastanza che si sta per raggiungere terra ed è quello di portare il mento verso il petto. Ciò porterà ad eseguire una capriola in avanti (tra le altre cose anche stilosa) ed eviterà che…
…ci si spacchi la capoccia!
Capita soprattutto ai neofiti che la massima altezza dei piedi la si raggiunga con uno slancio perchè non si è condizionati fisicamente da eseguire il movimento lentamente (che sarebbe l’ideale).
In tutto ciò…
…Nozione fondamentale: se stai per cadere,
NON SALVARE LA POSIZIONE!
Rotola, vai avanti, rialzati e riprovaci!
Immaginate di applicare lo stesso principio con un atteggiamento simile nella vostra vita in una situazione scomoda, che sta per portare a farvi molto male.
Salvare prima di tutto se stessi.
Velocemente andare avanti.
Risollevarsi.
Inchinarsi e ripartire.
Tutto questo non significa fuggire.
Significa comprendere i propri limiti.
Significa che, così come i muscoli meno preparati del corpo prima o poi cedono rischiando di farci del male, anche incastrarsi in una situazione deleteria lo farà, seppure verranno usati altre parti del corpo: cuore, testa, pancia, vescica, pelle (8).
C’è stato un momento in passato in cui sarei andata avanti “nonostante tutto”.
Ma proprio quella situazione non era contemplata nel mio modo di vedere il “tutto”.
Così ho determinato che lasciare andare sarebbe stata la scelta più saggia.
Sono stata criticata, additata, incolpata di aver distrutto ogni cosa.
Ma va bene così! Va molto bene così.
Le rovine sono un dono.
Dal film “Mangia. Prega. Ama.”
La distruzione è la via per la trasformazione
Ed aggiungo:
Prima di creare occorre distruggere!
Girovagaerrante
Dunque ora mi trovo qui, immensamente me stessa, a gioire delle bellissime vicende che stanno capitando. Tipo oggi: mio fratello ha firmato un nuovo contratto di lavoro.
Lui è felice! Lo sono anche io! In bocca al lupo fratò (9).
Salvate voi stessi! State sempre bene.
Buon salve!
(1) No! Non pratico anche yoga, qualora ve lo stiate chiedendo. Anche se dovrei, visto tutte le attività ad alta intensità che faccio: riprogrammerò il dataset dei miei allenamenti!
(2) Quando si dice “hai la testa dura” forse chi è accusato di ciò pratica molte tripodi!
(3) In realtà non siamo fatti nemmeno per stare con la testa tra le nuvole ma dubito che esista qualcuno che non lo faccia!
(4) Ma va?!?
(5) Vedete “fisico verticalisti” e fatevi gli occhi!
(6) Maledetta ingegneria!
(7) Da piccola da buona esibizionista cadevo di proposito solo per farmi battere le mani! Una volta cresciuta, però, quando andavo a casa con le ginocchia sgusciate, erano schiaffi.
(8) Vedete “psicosomatica”.
(9) Lui odia che lo chiami così ma da sorella minore e schiaccianoci devo pur farmi valere, visto che a mazzate (10) vince sempre lui!
(10) Mazzate: botte! La nota della nota. C’è qualcosa che mi sfugge di mano!
Ciao. Ho trovato l’articolo molto interessante. Come fai a stare in quella posizione nella foto? 🙂
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Ciao Gianluca. In realtà è una posizione molto comoda! La determinazione è la caratteristica fondamentale 😄
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Non ti viene mal di testa?
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No 😄
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🙂
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