I punti deboli

La Mia Finestra sul Mondo da una trebbia – Novara – 27/10/2021

Quasi quasi mi butto. Tanto non morirò mai.

Quante volte lo abbiamo pensato?

Avete raggiunto mai quella sensazione in cui dite: “posso fare qualsiasi cosa perchè mi sento totalmente invincibile?”
Aspetta aspetta! Non sto parlando di effetti sotto uso di sostanze stupefacenti, vorrei proprio intendere quella sensazione di benessere che tutti noi, almeno una volta nella vita, avremmo dovuto provare. E se non è mai successo, beh vale veramente la pena ricercarla.

È successo qualche anno fa, quando mi avvicinai alla filosofia buddista, per opera di una mia amica.
Iniziai questo percorso perchè stavo veramente una pezza e seguendo consigli di alcuni compagni, pratica della filosofia e comportamenti affini alla stessa, iniziai a sentirmi decisamente meglio.
Finché…
…ho provato un senso di forza mista a determinazione e sicurezza tali che ero consapevole che qualsiasi cosa sarebbe successa, l’avrei affrontata di petto e nel migliore dei modi.
Infatti così è stato.

Questa sensazione, la scienza la chiama “flow” e ne ho già accennato l’esistenza e consigliato una lettura in un altro mio articolo qualche giorno fa (1).
Praticamente è la sensazione di sentirsi in perfetta armonia e sintonia con tutto l’universo.
È una sensazione di forte benessere. Il benessere porta al sorriso e il sorriso porta a impegnarsi di essere felici. Se si è felici è più semplice la ricerca del flow e così è un circolo vizioso che ci fa sentire semplicemente vivi.

Da quel magnifico momento passo i miei giorni e la mia vita a cercare di smaltire meglio possibile tutta questa vita che mi sento dentro, come se fosse una fiammella sempre accesa che si autoalimenta e mi da’ la spinta per fare tutto ciò che faccio.

Proseguendo nel mio percorso ho conosciuto tantissime belle persone che mi hanno insegnato tanto ed ho sempre preso il bello da tutti e lasciato ciò che ritenevo fosse un po’ scomodo per la mia vita.

Dunque mi sono soffermata a pensare a qualcosa di molto intimo per ognuno di noi: i punti deboli.
Perbacco! Anche Achille aveva un punto debole, uno solo: il tallone (2). Che è proprio quello che poi l’ha fregato.
Ma se si è fatto fregare lui, per il bellissimo principio che se una persona può, posso anche io, dunque anche io posso cadere?

Triste realtà: sì!

Quindi l’obiettivo è non avere punti deboli? 
O averli e nasconderli? 
Oppure ancora peggio fingere di non averli?

No.
L’obiettivo è ancora più semplice: gestirli!

Chi non ha mai avuto paura di qualcosa? 
O aver pianto quando non avrebbe dovuto perchè troppo emotivo? 
O ancora aver perso le staffe a seguito di una discussione?
Oppure, questa è facile: chi non esce fuori nemmeno il naso dalla propria comfort zone?

Potrei continuare con le domande ma sarei troppo noiosa, invece penso di aver toccato alcune corde con fine provocatorio.
L’obiettivo era farvi ammettere, almeno a voi stessi: “è vero!”

Bene. È già un gran bel passo.
Molto spesso la colpa che ci facciamo è quella di dannare a morte le nostre frustrazioni. Pensando di essere sbagliati e maledicendo queste eccessive fobia, emotività, irascibilità o paura. Rimuginando a oltranza sul desiderio di abolirle dalla nostra vita. Ma ciò non accade mai e sapete perchè? Perchè fa parte di noi. (3)

Quindi dopo l’ammissione della colpa, subentra l’accettazione di se stessi e delle proprie “incapacità” (4).

Trasformare i punti di debolezza in punti di forza è il compito che vi lascio a casa.

Difficile eh?

Un’ipotetica risoluzione potrebbe essere dapprima analizzare il manifestarsi dell’evento, in quali occasioni e con che frequenza esso avviene; poi capire cosa si può modificare e impegnarsi a gestirlo in ogni situazione.

Non fare mai niente e stare fermi in attesa del cambiamento non comporterà il cambiamento stesso e mentre il mondo gira, noi rimaniamo fermi su noi stessi.
Intanto il tempo passa e noi rimaniamo inermi con le ginocchia flesse e la schiena curva perchè queste cose che  non riusciamo a cambiare peseranno su noi stessi e noi soltanto, generando un disequilibrio tra tutti quelli che, anche se poco, credono in noi.

Da piccola avevo paura dei ragni. Non lo so perchè. 
Da buona esploratrice ne trovavo tantissimi nelle mie piccole avventure nei boschi e ogni volta saltavo in aria.
Un giorno decisi che questa cosa doveva finire.
Mi recai in cantina, dove di ragni c’era una colonia, presi un filo di ragnatela al quale era aggrappato un piccolo ragnetto, lo misi sulla mano e…
Non successe assolutamente nulla.
Dentro sentivo il cuore che stava per trapassarmi il petto, iniziai a sudare freddo, poi di colpo sentì un nodo sciogliersi magicamente (o misticamente).
Oggi vi potrei presentare Adolfo o Rodolfo o Arnoldo o Aldo, che vivono sull’albero di fianco al mio camper.

Questa è stata una piccola esperienza che mi ha aiutata a buttare le basi e le fondamenta su come gestire le mie paure e la risposta è unica: affrontandole!

Oggi non ho punti deboli? 
Sì che ne ho. Sarei un’ipocrita ad affermare il contrario.
Ma non sono più un problema.

Circa voi, qual è il vostro punto debole?

State bene sempre.

Buon salve!

(1) Lo ribadisco qui, il libro è Flow di Mihaly Csikszentmihalyitmihalyi
(2) con “il tallone d’Achille” si intende appunto il punto debole di qualcuno.
(3) Ancor peggio sarebbe non ammettere che c’è un problema.
(4) incapacità intesa come incapacità di gestione della propria debolezza.

Pubblicato da girovagaerrante

Pugliese purosangue. Zingara di indole. Ingegnere di professione. Poi sono anche simpatica. E modesta. Sono sinceramente molto modesta :-D Sono felice, dinamica, ironica. Ah! Ho anche dei difetti: non ho difetti! Sto scherzando, il mio difetto è che dico le bugie. Bugia!!! Ok, la smetto.

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