
…alla fiera dei trattori

È stata una settimana intensa tra fiere, spostamenti, acquisti e incontri.
Lo scorso fine settimana ho pensato per un nano secondo: “Ehi! Perchè non andare a Torino a salutare tutti i miei amici?”
In fondo durante il lockdown sono andata via come una ladra senza smollare un abbraccio a nessuno e qual è l’occasione migliore se non quella del periodo di esposizione del Salone Internazionale del libro?
Così, mentre il pensiero di partire stava attraversando i lobi del mio cervello, ecco che io avevo già preparato il camper ed ero pronta a sfrecciare, cosa che ho fatto nel primo pomeriggio di sabato.
È stato molto bello avvisare a un sacco di persone all’ultimo momento e vedere che hanno fatto di tutto per esserci e salutarmi. È stata una bella rimpatriata con tanti caffè e abbracci e non poteva mancare il famosissimo “video della foto” che potete vedere nell’omonima raccolta storie in evidenza sul mio profilo Instagram (1).
Il salone internazionale del libro, come ogni anno si è rivelato un grandioso evento. Si tiene a Torino al Lingotto fiere, un apposito locale dove ogni allestitore o casa editrice ha il proprio spazio per vendere e farsi conoscere.
Ho comprato diversi libri ed essendo una buona occasione per conoscere autori e case editrici, l’ho colta a pieno per acquistare un libro di “stocazzoeditore”. Ma ne ho comprati molti altri che conto di leggere (insieme una vasta bibliografia che porto sempre con me nella mia dimora mobile) entro fine anno. Tra cui anche una guida del CAI (2) sull’Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Il perchè di questo acquisto nasce dal fatto che attualmente sono stanziata proprio in Emilia e vorrei conoscere la zona, visto che non l’ho visitata affatto.
Viaggiando per lavoro in passato ho conosciuto molte persone e creato una rete di amicizie che continuano a durare nel tempo: andando in giro per le città venivo spesso fermata da amici o conoscenti. Si facevano due chiacchiere e si condividevano esperienze ma più di tutto ovunque io andassi non ero mai veramente sola.
Invece, dal momento che in zona non ero mai capitata, se non sporadicamente a Bologna, da quando sono qui, tutto questo non mi capita.
Questa settimana infatti, ho visitato la EIMA International a vedere…
i trattori!
Eh si! Un mondo totalmente nuovo in cui gli eventi più frequenti sono state…
…le strette di mano.
Probabilmente non è evidente la stranezza degli eventi ma sono riuscita a fare introspezione anche su questo.
Qui è tutto nuovo. Un nuovo ambiente lavorativo, nuove persone, il luogo, la mia scelta di vivere in una casa su ruote ed ultima, ma non meno importante, me stessa.
È come se il mio viaggio a Torino fosse stato “casualmente” (3) un’occasione per chiudere definitivamente un grande capitolo della mia vita. Lasciare qualcosa di vecchio per dare spazio al nuovo. E anche se c’è sempre la paura di intraprendere strade non conosciute ciò che conta è focalizzarsi su una e una sola verità: io, come chiunque altro, posso fare tutto!
È questo il fulcro di ogni cosa: se qualcuno mi dice che non posso fare qualcosa allora crederò di non poterlo fare. Se non mi sento in grado di fare qualcosa allora è sicuro che non la farò. Se non mi metto in prima persona a fare qualcosa allora non succederà nulla.
Questo è appurato. La cosa figa è che…
…succede anche al contrario.
Se qualcuno ha fatto qualcosa, allora si può fare. Se lo ha fatto una persona perchè non potrei farlo anche io? Dunque ci provo con l’obiettivo di arrivare fino in fondo.
E alla fine che succede?
La risposta è: dipende! (4)
Dipende da te. Ovviamente! Da chi altri sennò? La vita di ognuno è nelle mani del singolo individuo. Nessuno può scegliere per noi, sarebbe troppo facile altrimenti. Bisogna accettare che il tempo in cui ci arrivava la pappa nel cucchiaino guidato da una persona che ci diceva essere un aeroplano, è terminato. Che quel cucchiaino adesso è una forchetta e ciò che trasporta non è più una semplice minestra ma è una pietanza che abbiamo preparato noi, che ha il gusto che noi abbiamo deciso di assaporare.
Una cosa però ve la devo chiedere: non masticate con la bocca aperta! Giurin girello che potrei uccidere!
Morale della favola: ci salviamo da soli!
Essere un minimo egoisti serve per avere quel pizzico di amor proprio che non permetterà mai a nessuno di mancarci di rispetto come individui. Significa apprezzare se stessi e la propria vita. Significa capire che “me stesso” è la persona più importante del mondo per me.
Il che non significa non amare gli altri. Anzi, il contrario. Perchè solo con una buona dose di sicurezza in se stessi è possibile avere l’energia e la forza di essere un sostegno per chiunque ci capiti davanti.
A una sola condizione però: se lo vogliamo davvero.
Concludendo, possiamo sempre scegliere cosa prendere da chiunque. Scegliamo di prendere il bello e lasciare tutto il resto. Carichiamoci di felicità, leggerezza, semplicità.
Ascoltiamo i consigli ma scegliamo sempre la nostra strada.
Ma più di tutto: impariamo a comunicare efficacemente con noi stessi.
State sempre bene.
Buon salve!
(1) il video della foto è nato per caso quando, durante una serata donne a casa di un’amica, ho radunato tutte per fare un selfie ma involontariamente ho premuto il tasto “video”. Quando me ne sono accorta era ormai troppo tardi e mentre tutte erano in posa ho esclamato “il video della foto”.
Da allora è stata la mia firma ogni volta chiedessi a qualcuno di fare una foto insieme. Le reazioni erano sempre le stesse: mano in faccia , esclamazione “che cretina!” ed un sacco di risate.
(2) CAI – Centro Alpino Italiano, se sei solito fare escursioni ti consiglio di abbonarti per beneficiare di guide escursionistiche, assicurazioni e consigli su equipaggiamento, sentieri e belle zone da esplorare.
(3) per noi buddisti il caso non esiste.
(4) sì anche io la sto canticchiando quella canzone ma tutto sommato non ha torto Jarabe de Palo.
“È come se il mio viaggio a Torino fosse stato “casualmente” (3) un’occasione per chiudere definitivamente un grande capitolo della mia vita. Lasciare qualcosa di vecchio per dare spazio al nuovo. E anche se c’è sempre la paura di intraprendere strade non conosciute ciò che conta è focalizzarsi su una e una sola verità: io, come chiunque altro, possiamo fare tutto!
È questo il fulcro di ogni cosa: se qualcuno mi dice che non posso fare qualcosa allora crederò di non poterlo fare. Se non mi sento in grado di fare qualcosa allora è sicuro che non la farò. Se non mi metto in prima persona a fare qualcosa allora non succederà nulla.”
Tutto il post è bellissimo, ma questa parte è proprio un capolavoro.
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Semplicemente grazie!!!
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Mi è piaciuto così tanto che mi ha convinto ad iscrivermi al tuo blog. Grazie a te per la risposta! 🙂
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