La tripode dell’equilibrio

Perdincibacco! Equilibrio è in equilibrio ma sfido a farlo camminare!

Supponiamo di voler costruire un tavolo.
Supponiamo di voler spendere meno soldi possibili e di volerci mettere meno tempo possibile ed ancora meno materiale possibile.
Abbiamo poco spazio, quindi deve essere piccolo.
Inoltre scegliamo il colore: uno carino, che appaia quantomeno in linea con il resto dell’arredamento.
Facciamo un minimo di progetto, prendiamo le misure, tagliamo, incolliamo, foriamo, avvitiamo, dipingiamo se lo vogliamo.Ed ecco qui! Cosa ne è uscito?

Un bel tavolo fatto con due piedi e un ripiano!

“Ma” – direte voi – “chi si mette a costruire un tavolo con due piedi e basta? Ne servono almeno tre per stare in equilibrio e per sorreggere tutta la baracca!”

Molto bene! È così ovvia la cosa! E sono contenta di questa affermazione.
Ma delle volte siamo talmente presi da voler ottenere subito ciò che desideriamo che ci mettiamo a fare dei grossi pasticci.
Talmente frettolosi che abbiamo perso di vista una nozione importante: il tavolo ha la funzione di reggere e sorreggere. Dunque, se prima di tutto non è esso stesso una base solida e stabile, appena appoggiamo il portafrutta le mele cadono tutte a terra (2).

Risolta questa semplice ovvietà è trasmutandola nella vita dell’uomo è appurato che per stare in equilibrio con se stessi servono tre semplici cose.
Pensateci, sapreste dire quali sono queste cose?
Se non avete risposto di getto probabilmente non ci avete ancora fatto mente locale ma vi espongo il mio parere.

“Mens sana in corpore sano” (1) dovrebbe dirvi qualcosa.

Ma siamo solo a due: mente e corpo.
Ogni mattina ognuno di noi, chi più chi meno, si allena, mangia bene, cura la sua salute. 
Questo è il corpo. 
Poi ancora chi meno e chi più (3), si informa sul mondo, studia, legge libri e quotidiani, scrive, fa la settimana enigmistica o i sudoku, fa le combinazioni con le targhe delle auto e ti sa dire esattamente quante persone stanno in una sala facendo uno screening veloce.
Questa è la mente.
Ma quanti di noi (dunque chi meno e chi niente) cura la propria spiritualità?
Che sia una religione, una semplice introspezione, la meditazione o la ricerca sfegatata del proprio scopo nel mondo, quanto tempo dedichiamo a ciò?

Come mai è così ovvio che il tavolo debba avere almeno tre piedi, il minimo indispensabile per farlo stare in equilibrio, invece quando si tratta della nostra vita pensiamo che due appoggi bastino ad andare avanti?

Perdincibacco! Che poi non si muore mica. Questo è ovvio. Tuttavia penso che in questo modo ci stiamo accontentando di trascinare una zavorra arrancando con tutte le forze (ma non uniche) che abbiamo.
Ma allora non solo stiamo faticando, ci stiamo volendo anche del male, visto che il dispendio energetico di faticare fisicamente e cercare soluzioni ai problemi che si presentano nel nostro cammino, stanno rallentando non poco la nostra marcia. E se ho dimenticato qualcosa di essenziale ed è necessario tornare indietro a recuperarla: “apriti cielo!” 
Direbbe mia nonna.

La verità è che abbiamo sempre davanti una scelta. Possiamo sempre prendere una decisione. Che essa sia giusta o sbagliata ci sarà sempre un modo di arrivare.Ma accontentarsi no. Chi si accontenta è perduto.Chi si accontenta muore. Lo dice anche Liga: “chi si accontenta gode… così così”

Ci sono stati momenti della vita in cui mi sono sentita perfettamente in sintonia con tutto quanto l’universo (4) e momenti in cui avrei potuto anche correre alla velocità della luce pur di scappare da un posto che mi opprimeva, senza capire che, effettivamente, il disequilibrio in realtà era dentro di me.Banalmente la prima situazione si è verificata ogni volta io fossi costante nella cura del mio spirito, mentre la seconda quando mollavo la presa, un po’ per pigrizia, un po’ per stanchezza fisica e mentale e un po’ perchè c’era qualcosa di più divertente da fare.

Oggi mi sento in grado di affrontare ogni avversità la vita mi riservi, di affrontarle di petto, prenderle a schiaffi se serve, gridare e dimenarmi ma non succederà che qualcosa affievolisca tutta la vita che mi sento dentro.

Mai più!

La mia finestra sul mondo lo scorso weekend è stata Torino, sono ritornata per sentire l’effetto che mi avrebbe fatto. Una città che mi ha dato e tolto tanto. Non sapevo che cosa avrei provato nel rivederla. Una cosa è certa: che è stata la mia città per dieci anni ma posso finalmente dire, con certezza, che non è più lei il mio posto.

La Mia Finestra sul Mondo sul Parco delle Vallere – Torino – 16-17/10/2021

Forse perchè il mio posto nel mondo è il Mondo stesso.

State sempre bene.

Buon salve!

(1) mente sana in corpo sano
(2) ho deciso di raffigurare le mele perchè la mela per me è uno dei due beni che non deve mai mancare in casa. Lo sapevi che la mela ha la proprietà di prevenire l’herpes labiale? “E il secondo bene qua è?” – mi chiedono dalla regìa. Beh la carta igienica, è ovvio!!!
(3) l’inversione del più e del meno vuole essere una provocazione per chi, preso dal tram tram della vita, legge e studia poco o ancora peggio fa poco training autogeno.
(4) approfondisci “il flow” magari leggendo un libro, appunto “FLOW di Mihaly Csikszentmihalyi”

Pubblicato da girovagaerrante

Pugliese purosangue. Zingara di indole. Ingegnere di professione. Poi sono anche simpatica. E modesta. Sono sinceramente molto modesta :-D Sono felice, dinamica, ironica. Ah! Ho anche dei difetti: non ho difetti! Sto scherzando, il mio difetto è che dico le bugie. Bugia!!! Ok, la smetto.

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